NUOVA GESTIONE ANF, INDICAZIONI INPS POCO CHIARE

 

 

 

 

 

Con il messaggio n. 1430 del 5 aprile scorso l’Inps ha cercato di chiarire i contenuti della circolare n. 45 del 22 marzo 2019 con cui comunicava la variazione delle modalità di trasmissione della modulistica ANF. Ha cercato senza riuscirci, invero. I motivi del mancato chiarimento sono stati oggetto di interlocuzione con l’Istituto da parte del Consiglio Nazionale dell’Ordine. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla discriminazione tra intermediari telematici, non tutti autorizzati alla nuova trasmissione della documentazione ANF. 

Non va sottaciuto, peraltro, che siamo in presenza di un adempimento legato alla gestione del rapporto di lavoro, materia strettamente regolamentata dall’art. 1 della legge 12/79, che ne elenca anche le modalità e i soggetti abilitati per ricevere la delega a operare in vece del datore di lavoro.

Circoscritto, dunque, il perimetro normativo di azione dell’adempimento, sono state riscontrate le motivazioni di tale discriminazione addotte dall’Istituto, che ha tra l’altro fatto riferimento alla necessità di garantire il corretto trattamento di dati sensibili.

Situazione invero poco comprensibile sia perché eccepita dopo decenni di diversa modalità di gestione dell’adempimento sia perché assolutamente decontestualizzata rispetto ai Consulenti del Lavoro.

Il datore di lavoro, infatti - che peraltro non è indiziato a priori di divulgazione indebita di dati al cui trattamento è autorizzato con apposita informativa - continua comunque a trattare legittimamente i dati oggetto degli adempimenti in esame. Questi ultimi, infatti, sono comunicati al datore di lavoro dai titolari degli stessi per tutta una serie di attività necessarie e connesse alla gestione del rapporto di lavoro, tra cui rientrano ad esempio:

- i dati anagrafici e reddituali per il calcolo delle detrazioni di imposta e degli stessi assegni familiari;

- le situazioni sanitarie personali di vario genere ai fini del collocamento obbligatorio;

- la natura dell’infortunio “in itinere” e sul lavoro;

- la situazione debitoria personale nel caso di cessione del quinto dello stipendio;

- la situazione debitoria personale nel caso di pignoramenti presso terzi.

E sul fronte degli adempimenti in favore dei lavoratori dipendenti non si può sottacere l’autorizzazione dei Consulenti del Lavoro a ricevere e trasmettere le dimissioni on line.

Appare evidente che le motivazioni addotte dall’INPS per giustificare la discriminazione tra intermediari telematici non l’hanno assolutamente spiegato. 

Anzi, hanno lasciato una serie di forti dubbi in particolare sulla onerosità dell’adempimento che andrà a ricadere come costo sulla Finanza Pubblica.

CONSULENTI DEL LAVORO PRONTI A VINCERE LA SFIDA DEL REDDITO DI CITTADINANZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In occasione del convegno "Politiche attive e reddito di cittadinanza", organizzato dalla Fondazione Consulenti per il Lavoro l'11 aprile scorso presso Palazzo Madama, il Presidente dell'Anpal Mimmo Parisi ha invitato la Categoria a "lavorare insieme sul reddito di cittadinanza" e a "sollecitare le imprese a utilizzare i benefici e gli incentivi previsti dal reddito di cittadinanza". L'invito è stato subito accolto dalla Presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine, Marina Calderone, che in un'intervista per Adnkronos, a margine del convegno, ha sottolineato come l'importante piano per l'inclusione sociale e lavorativa, avviato con il reddito di cittadinanza, richieda l'intervento di "tutti quei soggetti che a vario titolo nel mercato del lavoro hanno un ruolo e una funzione". La Presidente ha, infatti, ricordato il ruolo della Fondazione Lavoro: agenzia per il lavoro privata, qualificata ad operare dalla legge Biagi, che raggiunto risultato importanti in termini di conversione dei tirocini e di rapporti di lavoro stabili, persino superiori rispetto a quelli registrati dall'Anpal.

Senza dubbio la scommessa sul reddito di cittadinanza, come ha ricordato durante il dibattito il Presidente della Fondazione Lavoro Vincenzo Silvestri, è subordinata al potenziamento dei centri per l'impiego, sia sul piano delle risorse umane sia su quello infrastrutturale, e alla possibilità di intervento delle agenzie per il lavoro private. "Ci vorranno 2 anni affinché si arrivi a pieno regime della riforma - ha sottolineato in web tv il Direttore generale dell'Anpal, Salvatore Pirrone - , ma è una operazione di grande importanza in una prospettiva di medio periodo". 

La Fondazione Lavoro ha, quindi, colto l'occasione per chiedere all'Anpal che la delibera che dovrà disciplinare la remunerazione dell'assegno di ricollocazione valorizzi, non solo il risultato del matching tra domanda e offerta di lavoro, ma anche l'intero processo che favorisce l'incontro. Inoltre, come sottolineato da Silvestri in web tv, l'Anpal ha annunciato  che sarà riconosciuta una dote economica all'ente che avrà favorito il matching e la ricollocazione del disoccupato, non solo nel caso in cui quest'ultimo sia assunto con contratto a tempo pieno ed indeterminato, ma anche in caso di assunzione in part time e con contratto a termine di 3 mesi nel caso di regioni del Sud. "Una grande sfida professionale per Fondazione Lavoro e per tutta la categoria", ha evidenziato Silvestri.  

CERTIFICAZIONE DEI CONTRATTI E DIMISSIONI ON LINE DAI CONSULENTI DEL LAVORO

 

 

  

 

 

 

 

La Commissione di certificazione dei contratti di lavoro, conciliazione ed arbitrato del Consiglio provinciale di Udine è competente a svolgere funzioni di:

  - certificazione dei contratti o singole clausole di essi in cui sia dedotta, direttamente o indirettamente, una prestazione di lavoro;

- certificazione della clausola compromissoria di cui al comma 10 dell’art. 31 legge 4 novembre 2010, n.183;

- certificazione dei contratti di appalto, anche ai fini della distinzione concreta tra somministrazione di lavoro e appalto;

- certificazione delle rinunzie e transazioni di cui all’art. 2113 c.c. a conferma della volontà abdicativa o transattiva delle parti;

- certificazione del contenuto del regolamento interno delle cooperative depositato, riguardante la tipologia dei rapporti di lavoro attuati o che si intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori;

- esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione relativamente ai contratti per cui abbia precedentemente adottato l’atto di certificazione ed il tentativo facoltativo di conciliazione relativamente a contratti non sottoposti precedentemente a procedura di certificazione;

-  soluzione arbitrale delle controversie.

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E' possibile affidare ai Consulenti del lavoro le proprie dimissioni per tutti gli adempimenti telematici conseguenti a tale atto.

ELENCO DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI UDINE  

GUIDA PRATICA PER I CONSULENTI DEL LAVORO 

E' possibile anche affidare le proprie dimissioni alle Commissioni di Certificazione istituite anche presso la sede del Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro di Udine

Leggi la guida alle dimissioni.

 

50 ANNI DELL'ORDINE DI UDINE

 

 

 

 Consulenti del lavoro di Udine festeggiano con un libro il 50° anno dalla costituzione dell’Ordine provinciale.

Presentato il libro, voluto dal Consiglio provinciale per ricordare i 50 anni dalla nascita dell’Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Udine. 

Il volume è disponibile per il ritiro da parte degli iscritti presso la sede del Consiglio Provinciale.

E’ così che il Consiglio provinciale di Udine vuole ricordare, ripercorrendo tutte le tappe degli ultimi 50 anni, le persone che si sono impegnate e sacrificate per il buon andamento dell’Ordine e per la crescita della professione. Dalla nascita dell’Albo avvenuta nel 1965, nel testo si racconta, con l’aiuto dei vecchi documenti e delle vecchie foto, il percorso di questi 50 anni, con i diversi Consigli che si sono succeduti, le caratteristiche di ogni mandato, i convegni organizzati e le pubblicazioni prodotte in questi anni, nonché le persone della provincia “prestate” alle istituzioni nazionali. E’ un volume dedicato ai giovani Consulenti del lavoro, perché conoscano traguardi ed obiettivi raggiunti, per valutare la passione che ha mosso ogni azione dei dirigenti provinciali dell’Ordine di Udine in favore dell’elevazione della professione, il tempo dedicato, l’impegno costante, la lungimiranza, lo studio e la serietà che da sempre li caratterizzano.

 copertina e promo del libro

rassegna stampa convegno del 13 novembre

 

ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO
CONSIGLIO PROVINCIALE DI UDINE
  Via dei Calzolai 4  - 33100 Udine telefono e fax 0432-295892 E-mail: cpo.udine@consulentidellavoro.it PEC: ordine.udine@consulentidellavoropec.it     Orario segreteria:  lunedì-mercoledì-venerdì dalle 10.00 alle 12.00.